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31.5.12

iPoLLiCiNi/CulturaINProfessione: Il profumo della carta ...elettronica

di  Eldies Writer



Durante la fase di promozione del mio romanzo, ho conosciuto molte persone che hanno affermato di preferire decisamente il profumo della carta stampata al libro digitale, talvolta denigrando pesantemente quest'ultimo. Leggere su un supporto elettronico stanca gli occhi, i prodotti sono di pessima qualità, le batterie di tablet e reader si scaricano rapidamente, non è un modo di leggere naturale e via di scorrendo. Alcune motivazioni sono in parte condivisibili, ma l'informazione sull'argomento è ancora molto scarsa e, soprattutto, la maggior parte degli amanti della lettura si rifiutano per principio di provare a leggere qualcosa in formato digitale.

Vorrei approfittare dell'occasione offertami da questo originale blog per cercare di fare un po' di chiarezza sul futuro delle pubblicazioni elettroniche, specialmente in Italia. Il nostro è decisamente un mercato ancora acerbo in questo senso, frenato da mille problemi e pregiudizi, dovuti in gran parte, come detto, alla disinformazione. A ciò va aggiunta la sistematica speculazione sul prezzo dei  reader e dei tablet, e l'ostruzionismo feroce della vecchia editoria, timorosa di una liberalizzazione, o meglio, di una democratizzazione della scrittura, sia essa creativa o di concetto.

Parlo proprio di liberalizzazione perché di questo si tratta. Scrivere è un diritto di chiunque voglia farlo. C'è chi lo fa bene e chi lo fa male, ma è comunque un diritto. Con la diffusione su larga scala del formato digitale diventerebbe molto più facile pubblicare i frutti della nostra creatività, senza dover necessariamente passare da un editore, quindi potenzialmente a prezzi inferiori. Il rovescio della medaglia, e io lo so bene per esperienza, è che auto-pubblicarsi espone l'autore alla critica più vera e feroce, quella dei lettori, e chi non sa scrivere o pubblica lavori di qualità scadente viene automaticamente eliminato dal mercato, e per lungo tempo, vorrei aggiungere. In tal senso, la figura di un editore, e di un editor in particolare, risulta ancora importante per la qualità delle pubblicazioni.

Purtroppo, quella dei grandi editori, quelli che fanno il mercato per intenderci, è una lobby che nel nostro paese non ama i cambiamenti e che alza le barricate, proponendo ebook a prezzi esorbitanti, molto vicini a quelli dei libri cartacei, facendo preferire questi ultimi.
Il paragone con i mercati esteri è davvero impietoso. Senza andare oltreoceano, dove uno dei più grandi editori come Barnes&Noble proporrà presto le versioni cartacee delle opere che pubblica solo on demand, Francia, Inghilterra, Germania e persino Spagna ci superano alla grande per volume di vendita delle pubblicazioni elettroniche e dei lettori multimediali.

Un caso curioso è però quello di Amazon, la libreria online più grande al mondo, che commercializza un proprio ebook reader, il Kindle. Un prezzo a dir poco popolare per la versione standard (79 $) ha permesso alla compagnia americana di diventare in breve tempo leader della vendita di ebook, e risollevarsi dalla crisi profonda in cui versava per il calo delle vendite dei libri tradizionali. Immagino che molti di voi ne abbiano sentito parlare, anche senza aver mai avuto a che fare con un libro elettronico. Provate a sbirciare sul sito italiano di Amazon o su un'altra sua versione europea e verificate il prezzo di vendita. 99 euro! Una leggera differenza, non vi pare? Si tratta dello stesso prodotto da pochi dollari prodotto in Cina sul quale però la compagnia attua una speculazione davvero vergognosa e, a mio parere, controproducente. Non venderebbero più ebook se incentivassero anche da noi la diffusione del loro lettore? Misteri del mercato globale quando fa comodo che sia globale.

Vorrei chiudere questo intervento con alcune considerazioni di carattere generale. È chiaro che non si potrà abbandonare la carta stampata dall'oggi al domani, ma un giorno accadrà. Magari tra molti anni, ma accadrà. Gli ebook reader si evolvono di continuo e la qualità della lettura si fa sempre più vicina a quella del libro tradizionale, anche se io penso che sarà il tablet il supporto principe delle pubblicazioni elettroniche, proprio per la sua versatilità e il suo carattere multimediale. È un cambiamento che avverrà in modo molto graduale e quindi indolore per i più tradizionalisti. I nostri figli sguazzano nella tecnologia fin da piccoli e sono già loro stessi 2.0 o 3.0 che dir si voglia. Con l'ostruzionismo rendiamo solo più difficile un passaggio naturale inevitabile. Potremo godere ancora per molto tempo del profumo della carta... ma anche ascoltarne il suono sul nostro tablet mentre leggiamo.

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Sono nato in provincia di Padova nel 1976, sposato, padre di una bambina, lavoro come tecnico tessile in un'azienda del settore arredamento. Autodidatta per necessità e per vocazione, da qualche anno ho deciso di smettere di lottare per i sogni degli altri e ho iniziato a farlo per realizzare i miei, cercando di trasformare la mia passione per la Letteratura, la Storia e le materie affini, in una professione.  
                           E-mail:eldies.writer@gmail.com                                http://eldieswriter.com
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24.5.12

ENews: Torino promuove il digital con Digital Experienze Festival 2012

Dal 25 maggio al 2 giugno 2012 Torino è tutta digital, se non nella pratica, sicuramente nello spirito, quello di chi ha progettato il Digital Experience Festival, la nuova proposta culturale torinese che guarda alla tecnologia con entusiasmo e ottimismo. La tecnologia digitale può migliorare la qualità della vita quotidiana di persone, istituzioni, aziende in direzione di una semplificazione? Per i fautori del festival se non è una certezza è quanto meno una grande missione: "more digital for better life".  Forse a riprova che non è sempre è stato così o forse perchè c'è ancora bisogno di far capire che può essere così.  Ma la relazione con la dimensione digitale non sembra vissuta in termini sempre positivi ecco che necessita ancora di discussioni, chiarimenti, esplorazioni.  Dietro il festival, dunque, una filosofia di vita da diffondere. "Ci rivolgiamo a tutti quelli che sentono il bisogno di trasformare il contatto con le soluzioni digitali in un'esperienza positiva, a quelli che hanno bisogno di comprendere le potenzialità di questo elemento così pervasivo, ma spesso incompreso della nostra vita"  recita il manifesto degli organizzatori mentre invita anche i più scettici a ricredersi...ci riusciranno? 
Certo ci proveranno per nove giorni tra incontri, dibattiti, seminari, laboratori, esposizioni intorno a tre nuclei tematici principali: Digital for business, concentrato sul delicato rapporto tra imprese  e digital, Digital for job dedicato al ruolo e impatto del digital sul mondo del lavoro e Digital for creativity, dove la sperimentazione digitale incontra la creatività. Un quarto filone, Digital for people, si apre al grande pubblico, esperto e no, giovane o meno, curioso o riluttante. 

 

23.5.12

INVeneto/Padova: Eleonora, Étoile allo specchio




Sabato  26 maggio 2012, il Caffè Pedrocchi di Padova ospiterà l'incontro con Eleonora Abbagnato, étoile dell'Opèra di Parigi, ÉTOILE ALLO SPECCHIO, un tributo a Roland Petit, il maestro, recentemente scomparso, che riconobbe in lei un grandissimo talento. Eleonora, Un angelo sulle punte, come si è definita nel libro autobiografico del 2009, sposata con il calciatore Federico Balzaretti, da cui ha avuto Julia, torna a raccontarsi come donna, madre e ballerina. Si esibirà per la prima volta a Padova il prossimo inverno, il 17 novembre 2012, al Gran Teatro Geox di Padova per lo spettacolo "Je suis Eleonora Abbagnato".



26 maggio 2012
ÉTOILE ALLO SPECCHIO
"Eleonora Abbagnato e Roland Petit la musa, il maestro"
ore 15.50 Sala Rossini-Caffè Pedrocchi (Padova)
Per info: Reteventi.provincia.padova.it






SegnaVIE: Il coraggio di tendere al bello

"Lei non dovrebbe chiedere: <E' giusto il mio modo di atteggiarmi nei confronti della vita?>, perchè a questo interrogativo non c'è risposta: ciascun atteggiamento è giusto come qualsiasi altro, ciascuno è un frammento di vita. 
Dovrebbe piuttosto chiedere: <Poichè sono come sono; poichè avverto esigenze e problemi che a tanti altri sembrano essere risparmiati, cosa devo fare per sopportare la vita, malgrado tutto, e farne, per quanto possibile, qualcosa di bello?"

Ci vuole coraggio per vivere ogni giorno con coerenza, consapevolezza, convinzione d'intenti.
Nel rapporto con la società, Hermann Hesse cerca idealmente la vittoria della persona, anzì della personalità, con i suoi valori, le sue mete, nel rispetto di una natura umana capace di tendere al bello. Ma per fare questo ci vuole coraggio. Perchè il bello che non è solo una questione di gusto, ma qualcosa che accorda l'etica e l'estetica nella ricerca di una vita migliore, a partire da una fondamentale presa d'atto, quella di se stessi.



20.5.12

HandPAGE: All'erta

Era da tempo che non mi spaventavo per un terremoto.
Non è il primo, forse neanche il più forte, ma il terremoto dell'Aquila è troppo fresco nella memoria. Non ero là, ma i danni visti on line, in tv, non si dimenticano. 
E allora oggi ad un certo punto del mio pomeriggio ho messo ai piedi le scarpe da ginnastica, per essere più veloce, in un ipotetico scatto verso la porta. 
E ho cominciato a pensare a come prepararmi in caso di altre scosse, magari più forti. La paura è umana, l'impotenza ancora di più e per la prima volta capisco cosa vuol dire stare all'erta. Non è solo l'orecchio teso. Il terremoto non si annuncia con qualche rumore, lo senti in tutto il corpo e non sai quanto tempo hai.